Abbiamo incontrato Luke Aliano il giovane fotografo italiano che ora vive in Polonia.
Il portale www.Radio Klik.net l’anno scorso ha pubblicato foto che hai scattato durante un viaggio in Polonia. Il tuo sogno era di andare a vivere in Polonia. Ci racconti come l’hai realizzato?
L:Ho realizzato questo sogno tramite il servizio di volontariato europeo, ad essere onesto è stata una cosa fulminea e un colpo di fortuna. Stavo pianificando il mio secondo viaggio in Polonia zona Nord- Nord Est e Nord Ovest. Girovagando per i vari gruppi di Italiani in Polonia, mi sono imbattuto di questo post, questa organizzazione cercava un volontario italiano da inserire insieme ad altri volontari in 3 scenari lavorativi differenti. Incuriosito ho contattato il ragazzo che lo aveva pubblicato quel posto e mi ha spiegato come funziona e cosa sarei andato a fare. E’ stato sempre uno dei miei obbiettivi lavorare con le persone disabili e con i bambini di un asilo, senza avere le “qualifiche” adatte.
Attualmente lavoro in 2 centri per persone con disabiità e un asilo.
Bravo Luke! Secondo te come si vive in Polonia?
L: In Polonia si vive bene, si respira un aria positiva, di voglia di riscatto dopo un passato ingiusto che nessun paese al mondo dovrebbe vivere. Questa nazione sfrutta davvero bene i fondi che concede l’Unione Europea, a differenza dell’Italia che spariscono in qualche buco nero. Ma non è oro tutto quello che luccica, ha anche i suoi lati negativi, ma su questo non mi sento pronto ad esprimere la mia, devo prima conoscere e approfondire meglio l’argomento. Piano piano mi sto integrando socialmente, ho un piccolo gruppo di persone dove passiamo tempo insieme. A livello lingua locale, questo è un po il mio punto debole, però mi sforzo di imparare più che posso su questa lingua affascinante e piena di storia.
Che cosa ti manca dell’Italia?
L: Dell’Italia mi manca la mia famiglia, e un pugno di persone. I miei genitori sono felici per me e ora sono qui con me a Varsavia, ne sono rimasti colpiti dal senso civico, di pulizia e di organizzazione dei trasporti pubblici. Un paese che merita di più, non esiste solo Cracovia e Varsavia, ci sono anche Torun, Danzica Poznan e Zakopane. Meritano di essere visitare, io ci andrò a breve, ma a Torun sono di casa ormai.
Progetti per il futuro?
L: Progetti per il futuro? Bella domanda, voglio restare in Polonia sicuramente, ma anche lavorare in altri paesi non mi dispiacerebbe affatto.Sono abituato a muovermi spesso, da nazione a nazione. L’unica cosa sicura è che avrò “base” in Polonia.
Grazie mille!
Grazie Mille a Edy per avermi concesso questa seconda intervista.
Saluti da Warszawa!
Il Consolato Generale di Polonia in Milano, in occasione del centesimo anniversario della nascita di Tadeusz Kantor, presenta Tadeusz Kantor Project
Artista totale: pittore, scenografo, teorico, creatore di happening, regista teatrale. costruttore di incredibili macchine teatrali, e sostanzialmente POETA.
Paola Bianchi e Silvia Parlagreco, curatrici del progetto, restituiscono la complessità della sua arte attraverso una manifestazione unica e articolata, organizzata con il contributo del Consolato Generale della Repubblica di Polonia in Milano nell’ambito dell’IF Festival Internazionale Teatro di Immagine e Figura – IX Edizione Performing Art District.
GALLERIA OSTRAKON
29 settembre (inaugurazione) – ore 18.30
dal 30 settembre al 10 ottobre 2015 – dalle 15.30
J’ACCUSE
una installazione di Paola Bianchi e Silvia Parlagreco
dispositivi e montaggio video LACCIUGA
elaborazione suono Paola Bianchi
traduzione Daniela Fatone, Luigi Marinelli, Ludmila Ryba
produzione AGAR
in collaborazione con Cricoteka di Cracovia – Centro di Documentazione dell’Arte di Tadeusz Kantor | Consolato Generale della Repubblica di Polonia in Milano | Teatro Verdi di Milano
si ringrazia Fabio Barovero
J’accuse è il titolo di un collage su carta di Tadeusz Kantor del 1963/64. Una linea verticale e una orizzontale, quasi a creare una croce asimmetrica; sopra la linea orizzontale un emballages, una busta fissata alla carta da altre croci/incroci di nastro adesivo; non ci è dato sapere cosa contenga.
La figura di Odisseo che ritorna alla sua Itaca, morto, figura silente, a volte manichino, percorre trasversalmente molti spettacoli di Kantor.
Le due immagini si sono sovrapposte e nel nostro immaginario sono diventate il nucleo di partenza di questo lavoro.
POSTAZIONI AUDIO
di Paola Bianchi e Silvia Parlagreco
voce narrante e montaggio Paola Bianchi
voce italiana di Kantor e traduzioni dal francese Ludmila Ryba
traduzioni dal polacco Daniela Fatone e Ludmila Ryba
produzione Agar
in collaborazione con Istituto Polacco di Roma | Cricoteka di Cracovia – Centro di Documentazione dell’Arte di Tadeusz Kantor | Polskie Radio – l’emittente radiofonica nazionale polacca
Cinque postazioni contenenti i file audio relativi alla narrazione degli spettacoli di Tadeusz Kantor: La classe morta – Wielopole Wielopole – Crepino gli artisti – Qui non ci torno più – Oggi è il mio compleanno.
I file audio sono estrapolati dai cinque radiodocumentari Tadeusz Kantor: il circo della vita tra memorie e fantocci andati in onda su Rai Radio3 nel mese di aprile 2015.
MOSTRA delle storiche immagini della rara edizione della cartella Cricot 2 di Romano Martinis
L’esposizione comprende un corpus di fotografie che ricostruiscono il percorso teatrale di Tadeusz Kantor a partire dalla prima rappresentazione italiana di La gallinella acquatica alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nel 1969 fino al 1990 l’anno della sua scomparsa.
LA GALLINELLA ACQUATICA
LE BELLOCCE E I CERCOPITECHI
LA CLASSE MORTA
CRICOTAGE – OU SONT LES NEIGES D’ANTAN
WIELOPOLE WIELOPOLE
CREPINO GLI ARTISTI
QUI NON CI TORNO PIÙ
OGGI È IL MIO COMPLEANNO
IF FESTIVAL INTERNAZIONALE TEATRO DI IMMAGINE E FIGURA – PERFORMING ART DISTRICT
TEATRO VERDI 9 e 10 ottobre 2015 g.21
ZERO
Uno spettacolo di danza contemporanea
ideazione, coreografia, spazio Paola Bianchi
consulenza artistica Silvia Parlagreco
in scena Paola Bianchi e Giuseppe Tordi
elaborazione suono Paola Bianchi, Fabio Barovero
disegno luci Paolo Pollo Rodighiero
si ringrazia Ivan Fantini, Valerio Valoriani, Roberta Failla, Movimento Centrale
produzione FC@PIN.D’OC
in collaborazione con Cricoteka – Centro di documentazione dell’arte di T.Kantor – Cracovia |Consolato Generale della Repubblica di Polonia in Milano | Teatro Verdi – Milano | Versiliadanza/Teatro Cantiere Florida di Firenze nell’ambito del Progetto a Sostegno delle Residenze Artistiche in Toscana | Santarcangelo Festival Internazionale del Teatro in Piazza | AGAR
con il contributo di Mibact e Regione Sicilia
Una visione sui corpi di Tadeusz Kantor.
Movimenti rotti in corpi d i s o r i e n t a t i, persi nello spazio scenico alla ricerca di un luogo a loro consono mai raggiunto. Una i n q u i e t u d i n e costante e persistente. È come se i corpi del teatro di Kantor non trovassero mai il posto giusto, non si sentissero mai a casa.
ZERO è costruito su una partitura sonora frutto del montaggio delle pause, dei respiri tra una parola e l’altra di Kantor – parole pesate, studiate, mai a caso – momenti di un niente carico di senso tratti dalle registrazioni provenienti dall’archivio sonoro della Cricoteka di Cracovia.
Quei silenzi ricchi di peso diventano traccia drammaturgica, un non detto che non saprei come dire se non con il corpo.
Un omaggio ai corpi che hanno attraversato il teatro di Tadeusz Kantor.
Paola Bianchi
Fonte: www.mediolan.msz.gov.pl
CiakPolska presenta L’Insurrezione di Varsavia 1944 nei film di Jan Komasa
sabato 26 settembre 2015 Casa del Cinema (Villa Borghese) Largo Marcello Mastroianni, 1 – Roma
ingresso libero fino ad esaurimento posti
ore 18.30 introduce Marco Patricelli, storico e giornalista
incontro con il regista Jan Komasa dopo la proiezione
Insurrezione di Varsavia / Powstanie Warszawskie
Polonia, 2014, col., 85’, v.o.sott.it
regia: Jan Komasa ǀ sceneggiatura: Joanna Pawluśkiewicz, Jan Ołdakowski, Piotr C. Śliwowski ǀ montaggio: Joanna Brühl ǀ suono: Bartosz Putkiewicz ǀ musica: Bartosz Chajdecki ǀ produzione: Muzeum Powstania Warszawskiego ǀ anteprima italiana
Sei ore di materiale documentario originale sull’Insurrezione di Varsavia nell’agosto 1944, 1440 ore di colorazione e restauro, 112 000 immagini: sono solo alcune delle cifre che testimoniano l’enorme lavoro realizzato per montare l’Insurrezione di Varsavia. Quando uscì nel 2014, il film suscitò subito la curiosità della stampa, anche quella italiana che diede notizia della sua prima mondiale. Infatti, si tratta probabilmente del primo film di guerra non di finzione al mondo ad essere montato interamente sulla base di cronache autentiche e a colori. Il film racconta – attraverso le vere immagini girate nel 1944 da due giovani fratelli reporter e cameramen dell’ufficio d’informazione e propaganda della resistenza polacca, colorate e restaurate per l’occasione – la storia dell’Insurrezione a Varsavia in una storia di finzione. I due piani si mescolano e le immagini, viste prima d’ora soltanto in bianco e nero, si rivestono di un’incredibile attualità. Con terrore osserviamo la vita quotidiana di Varsavia durante l’occupazione tedesca e i volti dei soldati impegnati nella lotta per la libertà. Ognuno di noi può liberamente riconoscersi in uno dei volti che attraversano il film, sapendo che trattasi di persone realmente esistite alle quali questo film rende omaggio.
Per realizzare il suo film di 85 minuti e raccontare questi eventi storici con un realismo senza precedenti, Jan Komasa ha collaborato con una squadra di esperti di restauro audiovisivo. La chiave dell’operazione è stata la colorazione guidata da Piotr Sobociński (direttore della fotografia, fra gli altri, di “Rosa” e “Traffic Department”). Le immagini sono state colorate una per una, con il massimo del realismo possibile, senza alcuna stilizzazione e al termine di un’analisi storica dettagliata degli oggetti e dei vestiti dell’epoca conservati nei musei e nelle collezioni private. Da notare anche la qualità del montaggio (Joanna Brühl) e della musica del film (Bartosz Chajdecki). (Cineuropa)
Sito ufficiale del film: warsawuprising-thefilm.com
ore 21.00 proiezione alla presenza del regista
Varsavia 44 / Miasto 44
Polonia, 2014, col., 127’, v.o. sott.it
regia e sceneggiatura: Jan Komasa ǀ fotografia: Marian Prokop ǀ musica: Antoni Komasa-Łazarkiewicz ǀ montaggio: Michał Czarnecki ǀ produzione: Akson Studio ǀ interpreti: Józef Pawłowski, Zofia Wichłacz, Anna Próchniak, Antoni Królikowski, Maurycy Popiel, Filip Gurłacz
Una storia d’amore, di gioventù e di lotta durante la brutale e sanguinosa Insurrezione di Varsavia del 1944. Stefan, un ragazzo di 18 anni, assume i doveri di capofamiglia dopo che suo padre, un ufficiale dell’esercito clandestino polacco, muore nella campagna di settembre del 1939. Lavora nella fabbrica di cioccolato Wedel e mantiene sua madre e il fratello minore. Promette alla madre di non impegnarsi nell’organizzazione clandestina, ma quando un giorno viene licenziato dal lavoro cede alla sua amica d’infanzia, Kama e si fa coinvolgere nella cospirazione. Quando il primo agosto del 1944 scoppia l’insurrezione contro l’occupante tedesco, Stefan insieme ai suoi amici si arruola in uno dei reparti più coraggiosi. Posto al centro della guerra, il protagonista vive momenti durissimi, ma l’insurrezione si rivela anche il tempo della sua iniziazione amorosa. Il film presenta il drammatico destino dei giovani insorti sullo sfondo dell’apocalittica storia di Varsavia, ridotta in macerie nell’arco di 63 giorni.
La più grande e imponente produzione del cinema polacco del 2014 con un budget di 5,8 milioni di euro, diretta dal regista ritenuto il più brillante dei giovani talenti del cinema polacco. Gli effetti speciali di Varsavia 44 sono stati curati da Richard Bain, specialista di Hollywood, che ha lavorato ai film King Kong di Peter Jackson, Inception di Christopher Nolan e Parnassus di Terry Gilliam.
La sceneggiatura del film Varsavia 44 aderisce perfettamente alla sensibilità e alle aspettative della giovane generazione. Komasa si arruola insieme agli insorti, mescola gli stili musicali e plastici, sfrutta la tecnologia, trucchi cinematografici ed effetti speciali. In ogni caso, non per il puro effetto e neanche per creare un grottesco macabro, ma per far vedere la verità, che diventerà magari una confessione collettiva dei giovani. (Łukasz Maciejewski, Dziennik.pl)
Sito ufficiale del film: miasto44.pl
Evento organizzato
dall’Ambasciata di Polonia e l’Istituto Polacco di Roma
nel 70˚ anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale
e 71˚ anniversario dell’Insurrezione di Varsavia
In collaborazione con:
Muzeum Powstania Warszawskiego
Casa del Cinema
Fonte: Istituto polacco a Roma