La pittoresca cittadina della Basilicata ha reso omaggio a Irena Sendler, donna di grande coraggio che durante la seconda guerra mondiale si distinse per i suoi atti di eroismo, consegnando nelle mani di sua figlia il premio internazionale “Personaggio del Redentore”, una sorta di Nobel alla Bontà, che ha visto la sua prima edizione proprio quest’anno.
La cerimonia, promossa dal Comitato del Redentore di concerto con l’Amministrazione del Comune di Maratea e la Diocesi di Tursi-Lagonegro, si è svolta domenica 23 agosto con il Patrocinio della Città di Maratea e dell’Ambasciata di Polonia.
Il premio – il diploma con il titolo di “Personaggio del Redentore” e la statuetta in metallo pregiato ricoperta in oro 24 carati del Cristo Redentore – è stato consegnato nelle mani della figlia di Irena Sendler, Janina Zgrzembska, dal presidente del Comitato Salvatore Cirigliano
Alla cerimonia, oltre al Comitato del Redentore e la cittadinanza, hanno partecipato l’ambasciatore di Polonia S.E. Tomasz Orłowski, il Sindaco di Maratea Domenico Cipolla e le autorità politiche delle città del golfo di Policastro e della Regione.
Irena Sendler (da nubile Krzyżanowska), divenne famosa per aver salvato, oltre a diversi membri della resistenza, circa 2500 bambini ebrei facendoli uscire di nascosto dal ghetto di Varsavia, fornendo loro documenti falsi e trovando loro rifugio. Scoperta dai nazisti fu brutalmente torturata, le furono spezzate le gambe, ma resistette e non rivelò i nomi dei bambini e i loro nascondigli. Dopo la guerra, subì minacce e violenti interrogatori da parte della polizia del regime comunista per i suoi contatti con il Governo in esilio della Polonia e con Armia Krajowa, il braccio armato di quello che successivamente fu definito lo Stato segreto polacco.
Insignita di molti onori e riconoscimenti in Polonia e all’estero, il suo nome venne raccomandato dal governo polacco per il premio Nobel per la Pace nel 2007 e nel 2008. Nel 1965 venne riconosciuta dallo Yad Vashem di Gerusalemme Giusta tra le Nazioni (http://www.yadvashem.org/yv/en/righteous/stories/sendler.asp). Nel 2010 ad Irena Sendler è stata dedicata una pianta nel Giardino dei Giusti del Mondo di Padova.
Il premio al “Personaggio del Redentore”, una sorta di Nobel alla Bontà, è stato istituito dal Comitato del Redentore di Maratea nell’ambito degli eventi per i festeggiamenti del cinquantenario della statua del Cristo Redentore di Maratea, seconda come dimensioni solo al Cristo del Corcovado di Rio de Janeiro. La statua di Maratea è alta ben 21 metri con una apertura di braccia di 19 metri.
Il premio viene assegnato alla persona “più buona e generosa del mondo”, che ha compiuto la più grande opera di bontà, di solidarietà o di beneficenza, al “Personaggio del Redentore”. La determinazione a fare del bene al prossimo ha determinato l’intera vita di Irena Sendler che ripeteva: “Finché avrò vita e forza dirò sempre che la cosa più importante è la bontà”. Lo si può sentire detto da lei stessa nel brevissimo documentario “Irena Sendler story” https://www.youtube.com/watch?v=opc0yAhbVNk.
La storia della vita di Irena Sendler è stata riscoperta nel 1999 da un insegnante di una scuola superiore del Kansas che ha preparato insieme agli studenti una pièce teatrale intitolata Life in a jar, diventata poi un progetto e una fondazione per far conoscere la sua vita e il suo operato a livello internazionale: www.irenasendler.org. Il titolo “Life in a jar. The Irena Sendler Project” richiama il modo in cui la Sendler aveva preservato le informazioni sulla provenienza dei bambini che aveva salvato: il cognome dei genitori e la loro nuova identità venivano scritti su fogli di carta inseriti in vasi di vetro che la Sendler sotterrava nel proprio giardino. È solo grazie a questo che i bambini da lei salvati e sopravvissuti alla guerra sono riusciti a ricostruire la loro storia.
Un breve documentario che racconta il progetto è disponibile su You Tube:
“The Irena Sendler Project. Documentary: Life in a Jar” https://www.youtube.com/watch?v=zHod5WVDWEA
La storia di Irena Sendler è diventata nel 2009 un film per la tv, Il coraggio di Irena Sendler (The Courageous Heart of Irena Sendler, diretto da John Kent Harrison con Anna Paquin, Marcia Gay Harden e Goran Visnjic. Il film si basa sul libro Mother of the Children of the Holocaust: The Story of Irena Sendler scritto da Anna Mieszkowska.
La versione inglese del film The Courageous Heart Of Irena Sendler e quella polacca Dzieci Ireny Sendlerowej nella loro versione integrale sono disponibili su YouTube:
www.youtube.com/watch?v=f-86L1JkUvA
www.youtube.com/watch?v=rWiMsSCjVAQ
La figlia di Irena Sendler Janina Zgrzembska a Maratea. Foto: Anna Wawrzyniak/Ambasciata di Polonia
Fonte: www.rzym.msz.gov.pl
Invitiamo alla partecipazione all’Autunno dei Film Polacchi durante EXPO 2015. È una formidabile occasione per partecipare alla rassegna che presenta i migliori dei film polacchi degli ultimi anni. Le proiezioni si svolgeranno presso il Padiglione Polacco sul terreno di EXPO 2015 a Milano nella sala cinematografica.
I film verranno presentati in lingua polacca con sottotitoli italiani alle ore 19.00. Le proiezioni saranno seguite dagli incontri con gli autori del film!
Durante l’evento Vi presenteremo 12 film prodotti in Polonia. Film che mostreranno la Polonia come paese moderno, dinamico, il quale è parte integrante della Europa moderna.
Programma delle proiezioni:
03 settembre, Chce się żyć [„Che voglia di vivere”], reg. Maciej Pieprzyca
10 settembre, Dzień kobiet [„Festa delle donne”], reg. Maria Sadowska
21 settembre, Bogowie [„Dei”], reg. Łukasz Palkowski
22 settembre, Miasto 44 [„Citta 44”], reg. Jan Komasa
23 settembre, Piąta pora roku [„La quinta stagione dell’anno”], reg. Jerzy Domaradzki
24 settembre, Sztuczki [„Trucchetti”], reg. Andrzej Jakimowski
25 settembre, Dziewczyna z szafy [„La ragazza dell’armadio”], reg. Bodo Kox
26 settembre, W ukryciu [„Di nascosto”], reg. Jan Kidawa-Błoński
27 settembre, Mój rower [„La mia bici”], reg. Piotr Trzaskalski
28 settembre, Bilet na księżyc [„Biglietto per la luna”], reg. Jacek Bromski
29 settembre, Body, reg. Małgorzata Szumowska
30 settembre, Ida, reg. Paweł Pawlikowski
Lo scopo delle presentazioni è la promozione del cinema polacco contemporaneo. I film sono stati prescelti per un vasto pubblico internazionale. Sia per intenditori di cinema, come i partecipanti a festival cinematografici così come per il pubblico visitante la fiera, che si interessi di cinema. Alle proiezioni verranno invitati rappresentanti del mondo cinematografico, critici, giornalisti nonchè studenti delle scuole cinematografiche.
Maggiori informazioni: Iwona Lipska, Ufficio del Comissario Generale, Esposizione Universale EXPO 2015 a Milano Sezione Polacca, tel. +48 600 400 889, Iwona.lipska@paiz.gov.pl, www.expo.gov.pl
“Dovremmo essere grati a coloro che, avendo il coraggio di andare contro corrente sono in grado di parlare al proprio popolo e testimoniare che è questa la strada giusta da percorrere” ha detto il presidente Bronisław Komorowski durante la cerimonia di conferimento del Premio Solidarność intitolato a Lech Wałęsa che si è svolta il 4 agosto 2015 a Varsavia.
Quest’anno il premio è stato conferito alla giornalista russa Zhanna Nemtsova, figlia dell’oppositore politico russo Boris Nemtsov, tragicamente scomparso. Come sottolineato dal presidente Komorowski, Boris Nemtsov considerava il “suo” patriottismo un impegno per una Russia migliore.
“Questo eccezionale premio viene assegnato per la seconda volta dallo Stato polacco che condivide e sostiene le esperienze di successo della trasformazione democratica” ha detto il ministro degli Affari Esteri Grzegorz Schetyna durante la cerimonia che si è svolta nel Palazzo Presidenziale.
La statuetta è stata consegnata dal presidente Bronisław Komorowski e dal presidente del Comitato direttivo del Premio e già presidente della Repubblica di Polonia Lech Wałęsa.
Questa è la seconda edizione del Premio conferito dal Ministero degli Affari Esteri e dall’Istituto Fondazione di Lech Walesa. Il premio è stato costituito con l’obiettivo di promuovere la cultura della democrazia e del rispetto dei diritti umani.
“Zhanna Nemtsova, la vincitrice dell’edizione di quest’anno, ha scelto la strada della libertà. Sappiamo che molti giovani russi sono convinti che la chiave per uno stato forte e moderno non sia l’espansione e l’aggressione, bensì la collaborazione e la convivenza pacifica, il rispetto del diritto internazionale e il rispetto delle libertà civili” – ha sottolineato il Ministro Schetyna.
“Molti Russi che non sono indifferenti al destino del nostro Paese sono solidali con mio padre. Sia io che molte altre persone condividiamo le sue convinzioni democratiche. Credo che la Russia possa essere un paese libero” ha sottolineato Zhanna Nemtsova che ha dichiarato inoltre che il premio rappresenta anche una grande responsabilità per lei.
Il premio è stato istituito nel 2014 per commemorare il 25° anniversario della libertà della Polonia. Il suo primo vincitore è stato il leggendario leader dei tatari di Crimea, Mustafa Dzhemilev che ha preso parte alla cerimonia di quest’anno e che ha fatto parte di coloro che hanno selezionato i candidati per il Premio.
“Boris Nemtsov, esprimendosi con audacia e coraggio contro il regime. Il regime che ha portato tanta amarezza al mio Paese. Zhanna continuerà il suo lavoro, sono contento di questa scelta e mi complimento con tutto il cuore” ha detto Mustafa Dzhemilev.
Il vincitore è stato scelto dal Comitato direttivo, presieduto da Lech Walesa, tra 13 candidati provenienti da tutto il mondo.
Nel suo discorso il presidente Wałęsa ha sottolineato che la maggior parte del mondo ha adottato un modo di pensare secondo il quale i problemi non devono essere risolti con la forza e con le annessioni, nonostante ci siano ancora Paesi che persistono con tali propositi. “Ci teniamo particolarmente che anche la Russia si unisca al nostro pensiero. Sarebbe un grande successo della nostra generazione e di Solidarnosc” ha detto Wałęsa.
Zhanna Nemtsova ha lavorato fino a maggio di quest’anno presso l’emittente televisiva russa RBK come giornalista specializzata in servizi di economia. Ella rappresenta la giovane generazione russa che desidera costruire il futuro e la vita sociale su valori come verità, democrazia e libertà di parola.
Il potenziale che portano con sé la forza e il carattere di Zhanna possono ispirare i giovani russi che vogliono far tornare la Russia nella famiglia delle nazioni democratiche. Tra le future attività Zhanna Nemtsov ha annunciato come priorità la creazione di una Fondazione intitolata a Boris Nemtsov.
Boris Nemtsov, politico russo dell’opposizione, negli anni ’90 del XX secolo, è stato anche Governatore di Niznij Novgorod e Vice Primo Ministro della Russia (1997-1998). E’ stato anche il fondatore del partito di opposizione “Partito Nazionale di Libertà – PARNAS” e il Movimento di Solidarietà. Fu assassinato il 27 febbraio 2015 nel centro di Mosca.
Ufficio del Portavoce
del Ministero degli Affari Esteri
Foto: M. Jasiulewicz, K.Siemion-Bielska/Ministero degli Affari Esteri