Plastik is Fantastic! La Polonia alla Biennale di Venezia

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veneziaLa Polonia ritorna al 6. Carnevale Internazionale dei Ragazzi della Biennale di Venezia. Dal 7 al 17 febbraio nell’ambito di “All’Arsenale il Leon della Biennale suona e canta a Carnevale” – questo il titolo scelto per la rassegna di quest’anno – La Polonia presenterà il progetto “Plastik is Fantastic ! Laboratorio 3R – Riciclare, Riusare, Ridurre”.
Gli elementi portanti del progetto sono due: una mostra e una serie di laboratori-workshop.

Alla mostra, realizzata dal progettista Tomek Wójcik impegnato da diversi anni nello sviluppo dell’art design, saranno presentati oggetti luminosi, poltrone e strumenti musicali, tutti realizzati con plastica riciclata.

Lo spazio della mostra sarà nel contempo un “parco giochi” per bambini e ragazzi nel quale verranno svolte le attività del Laboratorio 3R.
La mostra è dinamica. Gli oggetti e i padiglioni del tipo cupola geodetica o igloo, creati dai partecipanti ai workshop durante le attività durante  le attività diverranno parte integrale della mostra stessa. I partecipanti al progetto saranno in tal modo a loro volta creatori, co-autori e curatori della nuova mostra.

Il progetto “Plastic is Fantastic ! Laboratorio 3R – Riciclare, Riusare, Ridurre” non è solo un progetto artistico, ma anche educativo e sociale. Esso mira a stimolare e sviluppare la creatività, a incoraggiare una ricerca creativa e dare una presentazione attraente e non convenzionale dell’arte.
Nel Laboratorio 3R i bambini e i ragazzi avranno l’opportunità di conoscere le proprietà delle materie sintetiche e di capire il loro impatto dannoso sull’ambiente, ma allo stesso tempo nelle attività di laboratorio impareranno come smaltire i rifiuti di plastica utilizzandoli per creare oggetti di uso quotidiano e strumenti musicali. Nello svolgere le attività del Laboratorio 3R i ragazzi acquisteranno inoltre competenze necessarie per lavorare in gruppo: compartecipazione al processo decisionale e condivisione della responsabilità per lo spazio creato.

Il progetto „Plastic is Fantastic! Laboratorio 3R – Riciclare, Riusare, Ridurre”, realizzato per la Biennale di Venezia dalla Fondazione Fly with Art in collaborazione con “Wytwórnia21”  e con l’Ambasciata di Polonia a Roma, risponde alle esigenze sociali del XXI secolo.  Il recycling è diventato ormai un’inspirazione artistica e per molti un modo di vita. Dalla spazzatura è entrato nel mondo della moda, dell’arte e del design.

Il workshop è gratuito, è destinato ai ragazzi di età compresa tra 8 e 15 anni e avrà una durata di 45 minuti.

Due le fasce orarie previste:

mattina alle 10.30 (10, 12, 14, 15 e 17 febbraio)

pomeriggio alle 16.00 (7, 8, 10, 14, e 15 febbraio)
fonte: www.rzym.msz.gov.pl

Slawomir Mrozek La vita per principianti

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mrozekun ABC senza tempo
“Il fine della vita è la vita stessa”, scriveva Goethe. A dire il vero, non è che questa frase ci sia di grande aiuto. Slawomir Mrozek, invece, non ci abbandona al nostro destino e in questo libro, pensato e costruito assieme al leggendario fondatore della casa editrice Diogenes, Daniel Keel, affronta con humour pungente e raffinato tutti i temi più urgenti della nostra contraddittoria esistenza. E tutti in rigoroso ordine alfabetico, per permetterci una lettura più semplice e immediata. Ogni tema un apologo, fulminante e illuminante: Ambizione, Cambiamento, Destino, Libertà, Progresso, Verità e molti altri. Un dizionario ironico da consultare al bisogno: e quanto più assurde sono le suggestioni che ne ricaviamo, tanto più esse si rivelano utili e concrete. Perché ognuno di noi, per quanto abbia vissuto, è sempre un principiante nella vita.
Slawomir Mrozek: è nato nel 1930 a Borzecin, nei pressi di Cracovia. Ha studiato Architettura, Storia dell’arte e Orientalistica. Ha riscosso grande successo in patria come caricaturista e autore di brevi racco […]

Marchio: Bompiani
Collana: PASSAGGI
Prezzo: 11.00 €
Pagine: 208
Formato libro: 17 x 10
Tipologia: BROSSURA

Fonte: www.bompiani.eu

Cianfrusaglie del passato La vita di Wisława Szymborska

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szymborskaCianfrusaglie del passato La vita di Wisława Szymborska . Autori: Anna Bikont, Joanna Szczęsna
A cura di Andrea Ceccherelli
La collana dei casi
2015, pp. 455
isbn: 9788845929557
Temi: Biografie, Letterature slave
€ 28,00 -15% € 23,80
In copertina: Wisława Szymborska con la femmina di scimpanzé Ciki nello zoo di Cracovia (anni Sessanta).
Archiwum Fundacji Wisławy Szymborskiej
Risvolto

«Confidarsi in pubblico è come perdere l’anima. Qualcosa bisogna pur tenere per sé» ha detto Wisława Szymborska. E ha detto anche: «Cerco di non pensare troppo a me, e non lo dico per smanceria o per ingraziarmi il lettore. È la verità: non sono al centro dei miei interessi». Scavare nella vita di chi tanto detestava mettersi pubblicamente a nudo e ha fatto della riservatezza la propria insegna potrebbe dunque sembrare un’indebita intromissione. Peggio: un tradimento. Anna Bikont e Joanna Szczęsna – due tra le migliori firme del giornalismo culturale polacco – sono riuscite, brillantemente, a evitare questo scoglio. Cianfrusaglie del passato (espressione tratta dalla splendida poesia Scrivere il curriculum: «Sorvola su cani, gatti e uccelli, / cianfrusaglie del passato, amici e sogni») è una biografia non solo rigorosa e documentatissima, frutto di accurate ricerche e di lunghe conversazioni con la Szymborska stessa e con quanti l’hanno frequentata, ma soprattutto discreta. Giacché a risuonare, in ogni pagina, non è la loro voce, ma quella, irresistibilmente ironica, di una donna che – ha scritto Adam Zagajewski – «sembrava appena uscita da uno dei salotti parigini del Settecento». Scopriremo così il suo ambiente familiare, le letture, i giochi e le paure dell’infanzia, la vita nel «kolchoz dei letterati» di Cracovia e la giovanile adesione all’idea comunista, la rapida disillusione, il distacco, e poi la simpatia per Solidarność negli anni Ottanta, infine lo spartiacque del Nobel. Ma anche che la Szymborska amava i ninnoli kitsch, i gadget di pessimo gusto, i limerick e la poesia scherzosa in genere – e difficilmente potremo resistere alla tentazione di imparare a memoria le sue più impagabili battute. E scopriremo, alla fine, la sua gravità, la sua profondità, puntigliosamente celate dietro lo schermo della leggerezza giocosa e della impenetrabile discrezione: «Io so come adattare i lineamenti / perché nessuno veda i miei tormenti» si legge in una poesia del 1954.

fonte: www.adelphi.it