Un romanzo italiano dedicato all’insurrezione di Varsavia del 1944. Intervista con l’autore.


– Nel 2013 hai pubblicato un libro intitolato “Interloqui con l’anima”. Perché  dovrebbe leggerlo un ascoltatore della nostra radio? Se ti ricordi, ci siamo conosciuti durante la presentazione del tuo romanzo a Bologna…pomnik syopena

Sono lieto di parlarne in questa radio, perché il libro è impregnato di amore per la Polonia, che fin dal mio arrivo mi ha manifestato un’enorme ospitalità e calore. Inoltre ritengo che il punto di vista di un italiano atipico nei riguardi della Polonia possa essere interessante sia per i polacchi che per le polacche che ascoltano questa radio.
– In due parole, di che cosa parla il romanzo?
Il romanzo ha un grande scopo: mi sono occupato di tre tematiche del tutto sconosciute al lettore italiano (le prime due, con ogni probabilità, sono sconosciute anche al lettore polacco): 1- la persecuzione dei gay durante il regime nazista in Germania e nei paesi occupati dalla Wermacht. 2- lo sterminio dei disabili nelle prime camere a gas nella cosiddetta “Operazione T4”. 3- la storia della Polonia durante la seconda guerra mondiale, in particolare durante l’insurrezione di Varsavia.
 – Nella mia copia di “Interloqui…” hai lasciato la seguente dedica: “in questo libro ho racchiuso il mio amore per la Polonia”. Da quanto tempo dura questo amore e quanto è difficile?
Il mio amore per la Polonia è e sarà nel mio cuore per sempre! Come ho detto, i polacchi mi hanno ospitato, non mi sono mai sentito uno straniero in Polonia. Hanno molti pregi e difetti, come tutti i popoli, ma ritengo che una delle doti migliori di questo popolo sia il rispetto che mostrano nei riguardi della storia, rispetto che manca nel mio paese. Riporto un esempio: il 1 agosto del 2007 mi trovavo a Varsavia con un’amica. Stavamo passeggiando nel parco. All’improvviso, alle 17.00, un suono ha lacerato l’aria. Come è noto, si trattava del ricordo dello scoppio dell’insurrezione di Varsavia. Tutti si sono fermati. Nessuno si muoveva, né un bambino, né un cane, nessuno!! Ricordo che i miei occhi si sono riempiti di lacrime. Non è un caso che questa sia l’ultima scena del mio libro.
Un paese che non rispetta e non ricorda il proprio passato non ha un futuro. Purtroppo parlo dell’Italia.
– Conosci bene Varsavia. Quali altri luoghi hai visitato?

Conosco bene Varsavia e la amo, soprattutto Praga [un quartiere della capitale sito sulla sponda est del fiume Vistola, N.d.R.], dove i protagonisti del mio libro vanno ad abitare dopo esser fuggiti dalla Germania. Ho viaggiato in Polonia  in lungo e in largo, ma non conosco tutte le altre regioni così bene come Varsavia. Danzica è stupenda!
– Sulla copertina del tuo libro è riprodotta un’immagine del monumento a Chopin…
– Sulla copertina c’e’ immagine di statua di Chopin…Quando abitavo a Varsavia mi recavo molto spesso ai Lazienki, dove d’estate avevano luogo degli splendidi concerti di musica di Chopin sotto il suo monumento. Ascoltando quella musica sull’erba e sotto gli alberi, pensavo: “Quanto mi piacerebbe scrivere qualcosa su questo paese!” Ecco perché la copertina è dedicata a Chopin.
– Pensi di scrivere qualcosa in polacco?

In questo momento un’eccellente traduttrice sta traducendo il mio libro dall’italiano al polacco. Io non sono madrelingua e non posso, né mai potrò, scrivere qualcosa in polacco. Ritengo che coloro che scrivono e traducono i propri libri in altre lingue, senza essere madrelingua, pecchino di un’enorme presunzione.
– Come sono i polacchi? E le polacche? Le nostre qualità viste gli occhi di uno straniero…
Come ho detto, i polacchi e le polacche sono persone eccezionali. Naturalmente hanno, come tutti, dei difetti, per lo meno dal mio punto di vista: il complesso d’inferiorità nei riguardi dell’Occidente e il modo in cui manifestano la propria fede. Non amo molto la chiesa e la sua intromissione nella vita pubblica. La fede è molto importante, ma lo stato appartiene a tutti, anche a coloro che non sono credenti.
– Come si puo comprare il tuo libro?
Il libro si trova presso di me:
Potete scrivere a dmitrij82@libero.it, oppure telefonare al 3312273398.

– So che presto sarà pronta la traduzione in polacco…
Spero che sia pronta verso la fine dell’estate! Tutto dipende dalla celerità della traduttrice, che è una persona meravigliosa. Si chiama Jadwiga Pinderska-Lech ed è la direttrice della Casa Editrice del Museo Statale “Auschwitz-Birkenau” a Oświęcim.

– Come si diventa traduttori/scrittori?
Io amo i libri. Sono i nostri migliori amici. Amo anche tradurre.
Ho tradotto in italiano una delle autobiografie più popolari che riguardano l’esperienza nei campi nazisti: “La speranza è l’ultima a morire. Ritorno al passato” di Halina Birenbaum. Ho avuto la fortuna di conoscere questa donna meravigliosa, la quale mi ha invitato a casa sua a Tel Aviv, dove abita col marito (anch’egli polacco) dal 1947.
Adesso sto traducendo altri libri riguardanti i “campi”. La collaborazione con Auschwitz è per me un grande onore, perché (come ho detto) la memoria è l’aspetto più importante nella vita di un paese, grazie alla quale si può costruire un futuro migliore. Ognuno di noi dovrebbe prendere parte a questa costruzione e sentire dentro di sé quest’obbligo interiore.alessio costa

Ascolta il monologo di Zosia tratto da “Interloqui con l’anima” – legge (e canta) Alessio Costa. Canzone partigiana  polacca “Dziś do ciebie przyjść nie mogę”


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