Incontri sui Tatra – manifesti di turismo e sport 1900-1950. Mostra


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zakopaneMostra Incontri sui Tatra – manifesti di turismo e sport 1900-1950 a cura di Danuta Janusz e Anna Wende-Surmiak dalla collezione del Museo dei Tatra “Dott. Tytus Chałubiński” di Zakopane. Palazzo Blumenstihl Istituto Polacco di Roma Via Vittoria Colonna 1 Ingresso libero

Il Museo dei Tatra a Zakopane intitolato al Dott. Tytus Chałubiński – il primo divulgatore delle  bellezze di quella regione della Polonia – è il più antico (fondato nel 1889) e il più grande museo  regionale nel sud del Paese costituito, oltre che dalla sede centrale, da sei filiali: Museo dello Stile Zakopane di Villa Koliba intitolato a Stanisław Witkiewicz, Museo dello Stile Zakopane – Ispirazioni, Galleria d’Arte del Novecento di Villa Oksza, Galleria di Władysław Hasior, Galleria d’Arte di Włodzimierz e Jerzy Kulczycki e Museo di Kornel Makuszyński, nonché da altre quattro filiali sparse sul territorio della regione: il Museo dell’Insurrezione di Chochołów,  Podere (dwór) di Łopuszna, Cascina (zagroda) dei Korkosz a Czarna Góra e Cascina dei Sołtys a Jurgów. Negli antichi edifici – in legno e in muratura – vengono allestite delle esposizioni permanenti e temporanee che presentano la ricca cultura dei montanari, l’arte dei maestri legati a Zakopane, così come la storia e il paesaggio delle montagne Tatra e dell’intera regione. Il Museo dei Tatra, strettamente legato al ricco e interessante patrimonio culturale e paesaggistico della regione di Podtatrze (“al di sotto delle montagne Tatra”), svolge un ruolo importante nell’ambito culturale e quello educativo. Il Museo è promotore di incontri, conferenze, dibattiti, e concerti e partecipa alla Notte dei Musei, alle Giornate Europee del Patrimonio, e altri eventi a carattere culturale. Il Museo realizza progetti culturali in collaborazione con altri musei ed enti culturali polacchi ed europei e, dal 2009, collabora strettamente con il Museo Nazionale della Montagna “Duca degli Abruzzi” di Torino.

La “Creazione” dei Tatra nei Manifesti

testo di Krzysztof Dydo

Il periodo del boom turistico in Europa, tra l’800 e il 900, corrisponde all’epoca dello sviluppo della pubblicità, di cui il manifesto fu una delle espressioni più importanti. I grandi cartelloni promuovevano i valori paesaggistici e climatici delle stazioni termali già note oppure di quelle recentemente inaugurate, invitavano alle visite delle regioni di interesse panoramico e naturalistico, a conoscere il folclore, le opere d’arte, l’architettura, le mostre e molto altro ancora. I grandi cartelloni litografici indirizzavano l’immaginazione e alimentavano la voglia di viaggiare per conoscere il mondo. Le montagne e le stazioni turistiche ai loro piedi, le funicolari, gli avvenimenti sportivi e culturali organizzati nei luoghi di montagna, divennero temi di grande interesse per questa espressione artistica. A volte costituivano lo sfondo di immagini pubblicitarie che presentavano prodotti alimentari, come marchi di cioccolato e acque minerali, articoli sportivi, ma anche alberghi, case di cura e ferrovie. Il primato spettava ai paesi più sviluppati nel campo turistico come la Francia, la Svizzera, la Germania e l’Italia. La bellezza che i manifesti affissi per le strade introducevano nella vita quotidiana catturò quasi immediatamente l’attenzione dei decoratori d’interni e dei collezionisti. Non deve dunque stupire se entrarono a far parte di numerose collezioni museali e cominciarono a figurare sempre più spesso in vendita presso rinomate case d ‘asta.

Inizialmente i manifesti svolgevano un ruolo puramente pubblicitario, il più delle volte erano opere anonime, lontane dal concetto di visione artistica. Talvolta alludevano alle rappresentazioni simboliche della pittura contemporanea oppure, con l’aiuto della fotografia naturalistica, mostravano le bellezze del paesaggio di montagna. Solamente negli anni Venti del ‘900 avvenne un cambiamento radicale e la pubblicità pura cedette un po’ di spazio alle informazioni e alla veste grafica. La forma fu influenzata dal concetto di creazione artistica. Da quel momento gli autori cominciarono a firmare i loro progetti.

Inizialmente i manifesti erano stampati in litografia, spesso in grandi formati, anche composti da più fogli sia in verticale che in orizzontale. Più tardi, verso la fine degli anni Trenta del secolo scorso si adotto la tecnica offset e vennero impiegati anche formati più piccoli. Tra le opere più affascinanti e con un segno decisamente distintivo – sempre di soggetto alpino – vanno annoverate quelle dell’altoatesino Franz Lenhart a cui è riconducibile un manifesto tra quelli della raccolta conservata al Museo dei Tatra di Zakopane. Lo stesso bozzetto di uno sciatore lanciato a folle velocità, resa graficamente con colpi di colore disposti in righe continue e tratteggiate, realizzato da Lenhart nelle tonalità dell’azzurro e del blu per il manifesto dell’Ente Nazionale Italiano per il Turismo e delle Ferrovie dello Stato Sports invernali in Italia del 1932 ca, è stato utilizzato anche per il manifesto promozionale, non firmato, della scuola di sci di R. Bujak e Z. Ritterschild di Zakopane realizzato negli stessi anni nelle tonalità calde del marrone e dell’arancione.

Purtroppo la produzione polacca di quell’epoca risulta invece essere piuttosto modesta. Gli artisti nazionali si inserirono nei progetti promozionali solo più tardi, quando si sviluppò la popolarità di montagne come i Tatra e i Carpazi, si affermarono il turismo e gli sport invernali e si avviò il processo di recupero e di consolidamento dello Stato. Tutti questi elementi, uniti a una crescita estremamente dinamica di questa espressione artistica, diedero eccellenti risultati solo negli anni 1918-1939, creando una base per gli indiscussi successi del manifesto polacco dopo la fine della seconda guerra mondiale.

Tra i primi manifesti di soggetto montano realizzati in Polonia spicca quello di Władysław Wankie e Włodzimierz Tetmajer intitolato Il panorama dei Tatra del 1896, che invita all’esposizione di un’omonima opera pittorica presentata a Varsavia. Allo stesso periodo risalgono anche il manifesto Zakopane Adasiówka. Appartamenti da affittare in estate e in inverno di autore anonimo, ispirato al quadro di Eljasz Radzikowski del 1899, e il manifesto pubblicitario Sanatorio per i malati alle vie respiratorie. Zakopane del 1902 di un certo Foltz, che si ispira chiaramente al pittore Piotr Stachiewicz. L’opera di Stanisław Filipkiewicz del 1903 presenta il Monte Giewont con il pretesto del Terzo Ballo Artistico “Sotto il Giewont” nella Sala dell’Hotel Saski a Cracovia. Ancora Jan Małachowski nel 1911 progettò il manifesto Gara Internazionale di Sci a Zakopane. Gli anni successivi portarono temi sempre più interessanti legati alla promozione fatta sia in Polonia sia all’estero delle vacanze nelle montagne polacche, la pubblicità di attrezzature sciistiche e di slitte, di scuole di sci, impianti e funivie, gare sciistiche e di hockey organizzate su scala nazionale e internazionale a Zakopane e a Krynica; addirittura anche la pubblicità delle Sigarette Tatra opera di Tadeusz Gronowski del 1931. Gli artisti che segnarono maggiormente quegli anni furono senza dubbio Witold Chomicz, Stefan Osiecki, Jerzy Skolimowski, Henryk Uziembło, Kazimierz Mann, Bolesław Surałło e Stefan Norblin, molti dei quali figurano nella raccolta qui presentata.

Purtroppo la collezione dei primi manifesti “di montagna” polacchi conservati fino a oggi è molto ridotta rispetto a quelle raccolte contemporaneamente in Svizzera o in Italia e non supera il centinaio di soggetti. Questa forma di collezionismo in Polonia non ebbe uno sviluppo analogo a quello dell’Europa Occidentale. Gli esempi sono molto rari e sparsi nelle diverse raccolte del Museo Nazionale di Cracovia e in quello di Poznań, nel Museo del Manifesto di Wilanów, nelle raccolte della Biblioteca dell’Accademia di Belle Arti di Cracovia, o anche all’estero, nel Museo Etnografico e dell’Industria Artistica di Leopoli. In questo settore la collezione del Museo dei Tatra di Zakopane risulta essere la più ricca in Polonia.

Krzysztof Dydo, collezionista appassionato, studioso ed esperto di manifesti. Curatore di molteplici pubblicazioni sulla storia della manifesto polacco: volumi, cataloghi e articoli. Curatore di esposizioni, di concorsi e del Festival del Manifesto di Cracovia, oltre che giurato in diversi concorsi di manifesti in Polonia e all’estero. E’ proprietario della Dydo Poster Collection e fondatore della Galleria del Manifesto (Galeria Plakatu) di Cracovia.

La mostra rimarrà aperta fino al 27 febbraio 2015

Orario di apertura: lunedì – venerdì, ore 10.00 – 17.00

Per saperne di più: www.muzeumtatrzanskie.pl
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