Progetto musicale „Voci delle montagne”


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phpThumb_generated_thumbnailjpgConcerto “Voci delle montagne” Teatro Massimo, Piazza Verdi – Palermo
Palermo musica di Karol Szymanowski, Henryk Mikołaj Górecki, Wojciech Kilar

fotografie di Mieczysław Karłowicz

Giovedì 30 ottobre 2014, ore 20.00

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.
E’ necessario prenotare il biglietti omaggio al nr. tel. 091 605 35 24 dal 18.10.2014 al 26.10.2014. I biglietti prenotati vanno ritirati direttamente presso il Teatro Massimo nei giorni 28, 29 e 30 ottobre dalle ore 9.30 alle 17.30.

Concerto multimediale ospitato dalla Fondazione Teatro Massimo in occasione della visita di Stato in Italia del Presidente della Repubblica di Polonia Bronisław Komorowski con la Signora.

In 70 minuti, gli spettatori scoprono quanto il paesaggio dei monti polacchi, la musica e le tradizioni dei montanari abbiano influenzato l’opera dei grandi compositori: Karol Szymanowski, Henryk Mikołaj Górecki, Wojciech Kilar, Mieczysław Karłowicz.

Programma

Melodie montanare tradizionali

Quartetto di Sebastian Karpiel Bułecka

Concerto per pianoforte

di Wojciech Kilar

Janusz Olejniczak, Jan Smoczyński, Quartetto di Sebastian Karpiel Bułecka, Atom String Quartet, Neo Quartet, Andrzej Święs, Jan Młynarski

Canto montanaro „Lulaj”

di Fryderyk Chopin

Janusz Olejniczak, Sebastian Karpiel Bułecka

Concerto per pianoforte op. 40

di Henryk Mikołaj Górecki

Janusz Olejniczak, Atom String Quartet, Neo Quartet

Melodie montanare tradizionali

Quartetto di Sebastian Karpiel Bułecka

Mazurka op. 50 n. 1

di Karol Szymanowski

Janusz Olejniczak, Mateusz Smoczyński, Jan Smoczyński, Andrzej Święs, Jan Młynarski

Zakopane

di Mateusz Smoczyński

Atom String Quartet

Orawa

di Wojciech Kilar

Janusz Olejniczak, Quartetto di Sebastian Karpiel Bułecka, Atom String Quartet, Neo Quartet, Jan Smoczyński, Andrzej Święs, Jan Młynarski

Direzione: Jerzy Maksymiuk

Interpreti:

Janusz Olejniczak – pianoforte

Jan Smoczyński – strumenti a tastiera

Quartetto Montanaro di Sebastian Karpiel Bułecka

Sebastian Karpiel Bułecka – voce, violino, cornamusa montanara, strumenti pastorali

Bartłomiej Kudasik – violino/viola

Wojciech Topa – violino

Józef Chyc – violoncello montanaro polacco

Atom String Quartet:

Dawid Lubowicz – violino

Mateusz Smoczyński – violino

Michał Zaborski – viola

Krzysztof Lenczowski – violoncello

Neo Quartet:

Karolina Piątkowska – Nowicka – violino

Paweł Kapica – violino

Michał Markiewicz – viola

Krzysztof Pawłowski – violoncello

Jan Młynarski – batteria

Andrzej Święs – contrabbasso

progetto musicale  „Voci delle montagne”

Ideazione, sceneggiatura: Waldemar Dąbrowski, Janusz Olejniczak, Jolanta Trykacz

Direzione musicale: Janusz Olejniczak

Arrangiamenti: Jan Smoczyński

Produzione : TW-ON

Produzione esecutiva e coordinamento del progetto : 2T Vision Promotion sp. z o.o.

Le foto d’autore del compositore Mieczysław Karłowicz sono state messe a disposizione dalla Centrale del Turismo di Montagna della Società Polacca del Turismo (PTTK) di Cracovia.

Il progetto musicale „Voci delle montagne” mostra quanto il paesaggio dei monti polacchi e la musica e le tradizioni dei montanari abbiano influenzato l’opera dei grandi compositori: Karol Szymanowski, Henryk Mikołaj Górecki, Wojciech Kilar, Mieczysław Karłowicz. Ciò che accomuna questi quattro artisti è, infatti, l’amore per i Monti Tatra, i paesaggi, la gente e la musica di montagna.  Gli autori del progetto hanno scelto e rielaborato frammenti dalle opere di Szymanowski, Górecki e Kilar ispirate alle montagne abbinandoli ad immagini animate basate sulle foto d’autore di Mieczysław Karłowicz.  Sul palco s’incontrano due correnti musicali: quella popolare e quella classica. La prima ispira la seconda e penetra in essa. D’altro canto, nella musica montanara si avvertono sonorità moderne e nelle interpretazioni classiche di composizioni note s’inseriscono elementi jazz, drum & bass.

Il pubblico viene virtualmente portato sulle montagne polacche che hanno affascinato i protagonisti del concerto.

Attraverso la forza dei suoni e delle immagini, gli ideatori dello spettacolo vogliono suscitare l’interesse per il mondo che ha ispirato Szymanowski, Karłowicz, Górecki, Kilar e invogliare gli spettatori a visitare la Polonia e i suoi luoghi magici, fra i quali possiamo annoverare, senza dubbio, i Monti Tatra.

Al progetto prendono parte musicisti di spicco che ne garantiscono l’eccellente livello artistico: Janusz Olejniczak, raffinato interprete del repertorio pianistico classico, noto fra l’altro per aver registrato le colonne sonore dei film “Il pianista” di Polański e “La nota blu” di Żuławski, nel quale ha anche interpretato il ruolo di Chopin; i musicisti montanari della regione Podhale, che formano il quartetto guidato da Sebastian Karpiel Bułecka, leader dei Zakopower, il più noto gruppo polacco, che unisce il folk montanaro con le sonorità rock e pop; Atom String Quartet, classica formazione d’archi, invitata ai più prestigiosi festival internazionali con le loro esplosive interpretazioni di musica jazz; e ancora: Jan Smoczyński alle tastiere, Jan Młynarski (batteria), Andrzej Święs (contrabbasso) e il Neo Quartet.

La direzione di quest’insolito ensemble è affidata al mitico Jerzy Maksymiuk.
La prima mondiale del progetto ha avuto luogo nel 2011, nello scenario del Palazzo Reale di Madrid, in occasione dell’inaugurazione della presidenza polacca del Consiglio dell’Unione Europea.

Karol Szymanowski (1882-1937), compositore che domina il panorama della musica in Polonia nella prima metà del ‘900, padre spirituale della musica contemporanea polacca, deve molto ai numerosi viaggi (in particolare in Sicilia, dove rimase affascinato dal sovrapporsi di varie culture), al contatto con tante esperienze europee (l’impressionismo francese, l’epigonismo wagneriano, il virtuosismo strumentale di fine ‘800), al grande connazionale Chopin e alla musica popolare polacca.

Fortemente legato a Zakopane, capitale della regione Podhale, Szymanowski ricordava che, dopo aver vagabondato per anni per il mondo, proprio lì, nella villa “Atma” (attualmente sede del museo dedicato al compositore) aveva trovato la sua vera casa. Durante gli anni vissuti a Zakopane, Szymanowski è entrato in stretto rapporto con la gente del posto, ha conosciuto a fondo il folklore e ha creato molte opere, tra cui spicca il balletto “Harnasie”, un’eccellente sintesi fra le sonorità primitive popolari e un linguaggio musicale moderno. Gli echi della musica montanara si sentono anche nelle sue Mazurche, con le quali si riallaccia indubbiamente ai capolavori di Chopin, ma che evocano più le atmosfere di Zakopane e dei Tatra che i paesaggi di pianura della Masovia.

Henryk Mikołaj Górecki (1933-2010), originario della Slesia, è per alcuni „il più polacco” dei compositori che hanno segnato la musica del secondo ‘900 in Polonia. Con i brani degli ultimi anni ’50 (Epitafio op. 12, Scontri op. 17, I Sinfonia „1959” op. 14), si è guadagnato la fama di uno degli autori più radicali dell’avanguardia polacca. Successivamente, ha cambiato il suo linguaggio, semplificandolo, riducendolo drasticamente e tornando alla tonalità. Il brano che ha segnato la svolta è stata la III Sinfonia, del 1976, che, negli anni ’90, è diventata una vera hit internazionale.

Nonostante i cambiamenti, alcune caratteristiche sono sempre state presenti nella musica di Górecki: una forte espressività, frequenti citazioni della musica polacca antica e, soprattutto, continui riferimenti al folclore polacco.

“Montanaro” per scelta, Górecki era molto affezionato a Zakopane e alla regione di Podhale. Dalla sua casa di Ząb, la località più alta della Polonia, guardava i Tatra, ascoltava il vento “halny”, i suoni e le voci della vita quotidiana e dei giorni festivi del paese e in particolare la musica dei montanari. La sua passione si sente nei canti corali basati sulle melodie popolari e in alcuni brani strumentali: nel secondo movimento del Quartetto per archi n. 2 “Quasi una fantasia” e, soprattutto, nel Concerto per clavicembalo e orchestra d’archi, molto dinamico e pieno di verve ritmica.

Wojciech Kilar (1932-2013), pianista e compositore, è annoverato fra i più importanti autori di colonne sonore dei nostri tempi. Ha lavorato con registi quali Krzysztof Zanussi, Andrzej Wajda, Francis Ford Coppola, Jane Campion, Roman Polański.

Nell’ambito della cosiddetta musica colta, è autore, fra l’altro, del “Ciclo dei Tatra” composto da brani per orchestra: “Krzesany”, “Kościelec”, “Siwa mgła” e “Orawa”. Sono le composizioni in cui si rispecchia meglio la sua passione per la musica montanara, con la sua spontaneità e vitalità nei caratteristici ritmi, nelle melodie originali e nel modo di suonare dei musicisti della regione di Podhale. Partendo da questi elementi, il compositore crea uno sfavillante affresco popolare, dipinto con virtuosismo dall’orchestra.

Mieczyslaw Karłowicz (1876 – 1909), compositore e direttore d’orchestra, era anche saggista, scalatore e fotografo. È morto precocemente, travolto da una valanga sui Monti Tatra.

Ritenuto il miglior autore polacco nel campo della musica sinfonica, ha dedicato tutte le sue energie creative a un genere musicale lasciando un ricco patrimonio di poemi sinfonici: ben sei, scritti negli anni 1904-1909. La seconda passione della sua vita erano le montagne. Nel 1906, infatti, Karłowicz si era stabilito a Zakopane, diventando pioniere dell’alpinismo sui Tatra.

Ciononostante, nella sua musica non ci sono tracce dirette del legame con la montagna, della sua natura, del folklore.

Karłowicz era anche appassionato di fotografia e ha lasciato una notevole raccolta di foto scattate sui Tatra. Sono immagini di un alto valore artistico, in cui le emozioni oscillano fra un documento perfetto e un dialogo con le pareti di roccia. Il dialogo di un musicista che inconsciamente traduce le esperienze del compositore nella pratica del fotografo.
In collaborazione con:

Fondazione Teatro Massimo

Consolato Onorario della Repubblica di Polonia a Palermo


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