Wroclaw, Capitale Europea della Cultura 2016

Rynek-WroclawPolonia.travel Benvenuti in Polonia! Wroclaw,
Wroclaw (Breslavia) è stata ufficialmente scelta dalla Commissione Europea come Capitale Europea della Cultura 2016.
L’idea di eleggere una capitale europea della Cultura è nata nel 1985, durante il Consiglio Europeo dei Ministri della Cultura. Dal 2005 le città elette sono diventate due, una per l’Unione Europea, l’altra per i nuovi stati entrati a far parte dell’UE. (altro…)

I quadri silenziosi di “Ida”

0L’intento generale del film è spazzare via un mito che addossa ai nazisti l’intera responsabilità dell’olocausto e che vede nei Polacchi gli aiutanti disinteressati del popolo ebraico. (altro…)

Il “risveglio dell’Asia” tra mito, letteratura e politica

images Un tema ricorrente della letteratura polacca è il “risveglio dell’Asia”. Se nell’arte troviamo aspetti di una cultura che  sfuggono alla coscienza individuale, questo mito ci aiuterà a comprendere scelte politiche ed economiche dell’oggi. Per  eccellenza il risveglio dell’Asia rimanda ad “Insaziabilità” di Witkiewicz. Satira scoperta del regime di Piłsudski con  venature di nichilismo, il romanzo regge il confronto con autori come Joyce e Döblin. In un’Europa futura, assediata  dalle armate dei comunisti cinesi, una Polonia fascista, corporativa e irrimediabilmente decadente si stringe intorno al  generale e superuomo Kocmołuchowicz, ultimo baluardo della cultura europea. Negli stessi anni ritroviamo il tema in  “Viva l’Europa”, di Aleksander Wat: «I giganteschi, modernamente armati eserciti cinesi percorsero l’Europa in una  marcia trionfale, non incontrando mai resistenza, tranne che da parte della Polonia, la quale, fedele alla sua tradizione  cavalleresca, offrì il suo contributo di sangue in quell’impari lotta». Il protagonista del racconto, un docente universitario, viene sorpreso a Parigi e deportato nel cuore dell’Asia, dove una nuova Europa ha vita. Ancora, nel racconto “Il trombettiere di Samarcanda”, di Ksawery Pruszyński, l’Io narrante, soldato dell’armata polacca a Teheran dopo l’occupazione della Polonia nel ’39, ritrova una antica leggenda in cui Cracovia e Samarcanda si sovrappongono: il sacrificio di un trombettiere permette di sventare un attacco notturno di Tatari.
Nel “risveglio dell’Asia” leggiamo una visione ciclica della storia: avendo respinto i mongoli nel medioevo, i polacchi attendono da un momento all’altro una nuova invasione di demoni che ha i caratteri dell’ineluttabilità, a causa del tramonto dell’Occidente e della decadenza di valori e costumi. La Polonia acquista così una missione storica dal significato escatologico.
Il tema del “risveglio dell’Asia” tuttavia ha origine altrove: come scrive Leone Pacini Savoj, il poeta simbolista russo Vladimir Sergeevic Solov’ëv «aveva profetizzato la distruzione della civiltà occidentale in seguito alla invasione delle “tribù” barbare dell’Oriente. In Panmongolismo, lirica scritta nel 1894 ma edita solo dopo la sua morte, egli rimprovera alla Russia di non aver tratto alcun insegnamento da Bisanzio ed esser incorsa nei medesimi errori che furono causa della caduta della seconda Roma». Con gli scritti politici di V. Lenin ritroviamo lo stesso tema, ma la prospettiva è rovesciata: Nell’articolo “Risveglio dell’Asia”, del 1913, il rivoluzionario russo scrive: «L’Europa borghese si è gettata nelle braccia della reazione, del militarismo e dell’oscurantismo clericale. Ma al posto di questa borghesia putrefatta avanza il proletariato dei paesi europei e la giovane democrazia dei paesi asiatici, piena di fede nelle proprie forze e di fiducia nelle masse. Il risveglio dell’Asia e l’inizio della lotta per il potere da parte del proletariato avanzato d’Europa aprono una pagina nuova, appena iniziata, della storia universale all’inizio del XX secolo». Con Lenin, il comunismo si carica di un ruolo storico opposto a quello polacco: spazzare via l’Europa decadente e priva di valori. Dopo la seconda guerra mondiale, una generazione di polacchi cresciuti nel mito della fine ineluttabile della Polonia, si rassegneranno a questo destino: il film “Cenere e diamanti”, di A. Wajda, rappresenta la lotta degli ultimi partigiani nazionalisti polacchi contro il comunismo, fino ad un consapevole auto-annientamento.
Negli stessi anni in cui scrive Lenin, il mito appare anche in Occidente: nel 1904 H. J. Mackinder pubblica “The Geographical Pivot of History”, contenente una idea bizzarra: che l’Eurasia sia la Heartland, il cuore di tutte le civiltà terrestri, opposta perciò a quelle marittime come l’Impero britannico. Fonda così la dottrina geopolitica, fatta propria da Hitler e in seguito dagli USA. Non sembra casuale pertanto la costante sintonia tra governi polacchi e statunitensi sulla realizzazione di scudi stellari a difesa della minaccia proveniente dall’est: essi agiscono sotto l’influsso dello stesso mito. Forse il “risveglio dell’Asia” è solo una narrazione, e tuttavia evidentemente cattura qualcosa della nostra esperienza contemporanea.

Francesco Galofaro
Politecnico di Milano