Un fantastico viaggio nell’immaginario del conte Jan Potocki (1761-1815), nobile polacco, scrittore, noto soprattutto per il suo “Manoscritto trovato a Saragozza”. E’ quanto propone l’Ambasciata di Polonia a Roma che la sera dell’11 aprile inviterà il pubblico romano a immergersi in un mondo magico e a vivere le storie di fantasmi guidati dal regista Claudio Jankowski con il suo spettacolo teatrale “Giochi d’Amore”, Slavi Chrystow con i quadri ispirati alla più celebre opera di Potocki “Manoscritto trovato a Saragozza”, Wojciech Has con il film omonimo e Marek Potocki, l’erede dello scrittore.
Nella creazione del suo spettacolo Jankowski trae ispirazione dal teatro di Goldoni. L’incontro tra il mondo comico di quest’ultimo e l’opera di Potocki diventa una brillante parodia della società senza intenti moralistici, ma finalizzata al riso e al divertimento, con situazioni esilaranti e grottesche, portate al limite dell’esasperazione. Il teatro di Jankowski essendo un teatro alla ricerca delle emozioni piu’ profonde che ha come motivo ricorrente il gioco, il grottesco e la maschera, permette di portare in scena personaggi eccentrici e vivaci, reali anche se fortemente caratterizzati. È un cabaret umano pieno di emozioni e sentimenti nascosti dietro l’apparente semplicità delle maschere. Allo spettacolo il regista Claudio Jankowski ha collaborato tra gli altri con: Alessandra Elena Peduto – assistente alla regia; Marco Raul Marini – musica; Evelyn Hanack – movimenti coreografici. La traduzione del testo dalla lingua polacca è di Dorota Wdowinska.
I quadri dell’artista polacco-bulgaro Slavi Chrystow sono una serie di 12 illustrazioni create negli anni 2011-2015 su commissione di Marek Potocki, erede dello scrittore. Oltre all’indiscutibile talento e professionalità, Chrystow affascina per la sua diversità e l’amore per il dettaglio. Una miriade di colori e sfumature rispecchiamo perfettamente non soltanto quanto Potocki ha scritto e raccontato, ma anche tutto quello che il nobile polacco non ha trasmesso in modo esplicito, quello che ha lasciato nascosto perché venisse scoperto dai lettori più sensibili capaci di ritovare significati simbolici. Le illustrazioni riproducono perfettamente l’atmosfera delle scene e la loro carica intellettuale permette allo spettatore di riscoprire gli elementi filosofico-esoterici dell’opera di Potocki.
Creato nel 1964 “Il manoscritto trovato a Saragozza” di Wojciech Has è un film che rispecchia fedelmente l’opera più celebre di Jan Potocki. Creato alla fine del periodo di “scuola polacca” (1955-1965) questo film, del tutto fuori dagli schemi. Fonde realtà e sogno, incanta per la sua ingegnosità, impressiona per l’arte scenica e la capacità di improvvisazione. Has con grande maestria, mantenendo una struttura a scatole cinesi, unisce vari episodi della vita dei diversi personaggi arricchendo la trama con eventi inaspettati e creando una sorta di miscuglio tra i componenti comici e quelli di orrore. Luis Bunuel ne è rimasto folgorato. Nel 1964 il Festival di Cannes lo ha accolto come un nuovo orizzonte. Martin Scorsese si è impegnato per riportarlo al giusto splendore grazie a un sapiente restauro. Ed è nella versione restaurata dal grande regista americano che l’Ambasciata propone il film questa sera.
Foto di Nathalie Biet
fonte: www.rzym.msz.gov.pl